Architettura e Storia

Architettura e Storia

Negli anni attorno al 1558-1560 il primo Provinciale della Lombardia, il gesuita Benedetto Palmio, tenne a Venezia una serie di prediche con le quali spronava gli ascoltatori a impegnarsi per la “fondazione di una casa delle Cittelle, per liberar dal pericolo della dannazione eterna, certa sorte di vergini, che essendo di molta bellezza, e aggraziate, per la malizia di quelli, che dovranno esser solleciti nella salute loro, e di allevarle nel santo timor di Dio, infelicemente si perdevano” (Benedetto Palmio, Costituzione Cittelle, 1738).

Le sue parole ebbero un seguito, tanto che nel 1599 fu fondato l’Istituto Veneziano delle Zitelle, amministrato da due congregazioni, una di governatori e una di governatrici. Nel 1583 le Cittelle presenti nell’istituto erano circa duecento. La scelta per l’ammissione era spesso assai ardua. Gli esaminatori dovevano compiere una valutazione, e quindi esprimere il giudizio con un voto. Prima di tutto contava l’età (… non si possono né si devono accettare …se non vergini da dodici fino a diciotto…), quindi lo stato di salute, l’aspetto fisico e il portamento (…che siano sane… belle… vistose e graziate…), infine, la condizione sociale ed economica: […] in pericolo di esser precipitate con danno e perdita della salute loro eterna, a far vita triste e scellerata o per malizia, o scelleratezza dei padri e delle madri o d’altre persone […] perché essendo poverissime ma di molta bellezza […] vengano sollecitate al male con tante insidie e con tanti modi e forze […]

Verso la fine del XVII secolo si rese necessario un ampliamento dell’Istituto. Si può supporre che in questo periodo sia stato aggiunto l’ultimo piano del complesso e siano state edificate le due ali meridionali.
Queste ali, sicuramente completate nel 1710 come risulta da un disegno di Paolo Rossi, circondano la corte con il pozzo che reca lo stemma dei Loredan e che risale all’inizio del Trecento, quando i Loredan avevano bonificato il sito per concessione del Senato.

Sempre in questo periodo vennero edificati due bassi vani ai lati del presbiterio per permettere alle ragazze di assistere alla messa attraverso finestre grigliate, e venne anche costruito il bel camino che si trova al primo piano dell’ala sinistra.

Nel secolo successivo non seguirono altri interventi, se non il restauro delle parti danneggiate da un incendio nel 1764. Durante l’ottocento intervenne un profondo mutamento: alle giovani e aggraziate Cittelle subentrò la presenza di ospiti anziane, appartenenti per lo più al ceto patrizio, che di fatto utilizzarono il complesso come fosse un monastero.

Un ulteriore mutamento dei costumi e del clima culturale indusse nel 1880 la Congregazione di Carità a ripristinare parzialmente le finalità originarie, accogliendo ragazze di bel aspetto in vista di un’educazione distinta ed elitaria.

Dal 1901 la cura delle ragazze fu affidata alle Suore del Caburlotto.

A partire dal 1922 vennero concentrati nell’edificio l’orfanotrofio e altre istituzioni femminili che furono poi spostate, nel corso degli anni settanta, in terraferma e altrove.

Il complesso rimase vuoto e un lento degrado lo ridusse in condizioni architettoniche sempre più bisognose di restauro.